Perlatrici Phoenix

Perlatrici Phoenix

PERLATRICI AUTOMATICHE PHOENIXfusion

Le perlatrici Phoenix sono state appositamente costruite per consentire una preparazione rapida di perle compatte, omogenee e perfettamente riproducibili.

Il processo di perlatura consiste nella combinazione di una sufficiente quantità di borato di litio, come fondente, con un campione solido in polvere, ad una temperatura controllata tra 600 e 1250°C.

Nelle perlatrici Phoenix le fiamme vengono generate da speciali bruciatori progettati per essere utilizzati in eccesso di ossigeno. Il sistema automatico elettromeccanico esegue la colata della miscela di campione e del borato fuso all’interno dei piattini preriscaldati (o nei beaker) in maniera completamente automatica. Dopo il versamento i piattini vengono ritratti in automatico su getti opportunamente regolati d’aria compressa per consentire il controllo del raffreddamento.

Tutte le operazioni sono facilmente programmabili dall’operatore.

Le applicazioni delle perlatrici Phoenix si estendono a diverse tecniche analitiche:

la fluorescenza di Raggi X, la Spettrometria in Assorbimento Atomico (AAS), il Plasma Induttivo Accoppiato (ICP) e tecniche chimiche classiche (via umida, colorimetria ecc.).

La varietà di modelli disponibili permette di trovare la soluzione adatta per ogni tipo di preparazione del campione.

APPLICAZIONI TIPICHE

Cemento – Clinker – Farine Di Cemento – Calcare – Combustibili Fossili – Minerali Di Ferro – Cariche D’altoforno – Magnesite – Bauxite – Allumina – Silicati – Vetro – Ceramica – Sulfuri In Metalli Base – Minerali – Campioni Geologici – Leghe Ferrose – E molti altri campioni nei settori dell’industria e della ricerca.

CARATTERISTICHE
  • Eccezionale robustezza
  • Preparazione del campione automatica e riproducibile
  • Alta velocità di produzione delle perle
  • Alta produttività
  • Fino a 80 programmi secondo le specifiche esigenze dell’utilizzatore
  • Bruciatori singoli e funzioni di controllo per crogioli e piattini
  • Regolazione precisa della temperatura per ciascun singolo bruciatore (da 300 a 1600°C)
  • Eccellente omogeneizzazione
  • Bassi costi di manutenzione.

I VANTAGGI NELL’USO DI UNA PERLATRICE PHOENIX

La QUALITÀ

Ci sono molte definizioni per Qualità ma una sulla quale XRF Scientific aderisce completamente è che l’azienda, i suoi prodotti e l’assistenza debbano soddisfare le necessità attuali e future del cliente. XRF Scientific ha vinto il premio Government TQM & Best

Practice nel 1993 è ha ottenuto l’accreditamento ISO 9002 nel 1997.

Ora è certificata AS/NZS/ISO 9001:2000 Certified

Miscelazione del fondente e del campione – Il movimente rotatorio in senso orario e antiorario è programmato all’interno del ciclo operativo ed assicura che il campione venga disperso uniformemente nel fondente in una miscela omogenea.

Raffreddamento dei piattini – Il raffreddamento del campione fuso nel piattino è un aspetto importante per la qualità della perla. Sono possibili due tempi di velocità di raffreddamento.

Sostegno autobloccante del crogiolo – Elimina la possibilità di contaminazioni, possibile invece con l’uso delle pinze.

Velocità variabile di miscelazione – Questa opzione consente di selezionare la migliore velocità che permetta al campione di mantenere pulita la parete interna del crogiuolo durante la miscelazione. E’ possibile sia la miscelazione orizzontale che verticale per crogioli standard.

Preriscaldamento/Ossidazione – Tipicamente utilizzata nelle cementerie, dove il preriscaldamento permette la lenta dissipazione dei gas durante il processo di fusione, impedendo al campione di fuoriuscire dal crogiolo. Questa opzione viene impiegata anche per altre applicazioni, dove è necessario portare lentamente il crogiolo in temperatura, aumentandone quindi la vita.

Selezione singola del bruciatore – Ogni set di bruciatori può essere selezionato individualmente. E’ particolarmente utile per sperimentazioni e quando sono richieste diverse temperature per ogni singolo bruciatore.

La SICUREZZA

La perlatrice Phoenix è progettata in modo tale che la parte dell’operazione potenzialmente pericolosa, cioè il trasferimento del campione nel piattino, venga compiuta automaticamente e non manualmente. Inoltre in ogni perlatrice Phoenix sono presenti:

Limitatori di temperatura – se la temperatura interna dello strumento eccede quella preselezionata avviene il blocco delle alimentazioni del gas e dell’ossigeno.

Sensori di pressione – In caso di calo della pressione al di sotto del valore selezionato viene attivato il blocco della fornitura di ossigeno e dell’aria.

Interruzione della colata – non esiste il rischio che il campione venga versato sui bruciatori se i piattini non fossero posizionati correttamente.

Tubi in Teflon – tutte le line del gas e dell’ossigeno sono in Teflon. I limitatori di temperatura sono configurati per spegnere lo strumento prima che le temperature arrivino al punto di rovinare i tubi in Teflon.

Il DESIGN & la QUALITA’ COSTRUTTIVA

La progettazione è stata condotta in maniera razionale e mirava a raggiungere il livello massimo di qualità delle perle. Occorre precisione ingegneristica e un approccio razionale e preciso al design. Ogni dispositivo Phoenix è progettato per ottimizzare la qualità del campione e la sua produttività.

PROGRAMMAZIONE FLESSIBILE – E’ possibile memorizzare fino a 80 programmi di fusione. Ciascuno di questi consiste di 4 differenti processi: preriscaldamento (ossidazione) – fusione a fermo – fusione con miscelazione – colata e raffreddamento.

CONTROLLO – Il controllo viene effettuato attraverso la pulsantiera e il display luminoso (blu – verde). Ogni programma si carica premendo semplicemente un tasto e il display indica lo stato di ogni singola fusione.

PARAMETRI DI FUSIONE – Tutti i parametri possono essere facilmente impostati dall’utilizzatore: temperatura e durata di preriscaldamento – temperatura e durata di fusione – velocità e frequenza di miscelazione – temperatura e durata di preriscaldamento del crogiolo e del piattino – pausa prima della colata – velocità, durata e angolo di colata – durata di pre-colata e portata dell’aria – durata del raffreddamento e portata dell’aria.

Un grande vantaggio offerto dalla perlatrice Phoenix si riscontra nel Sistema del Controllo della Qualità, soprattutto nelle aziende che vogliono raggiungere l’accreditamento ISO o che lavorano secondo standard di qualità ISO.

CROGIOLI – L’uso di porta-piattini ad anello e di piattini circolari riduce la quantità di platino e consente un raffreddamento più uniforme.

COSTRUZIONE – La componentistica interna è collegata in parte al telaio dello strumento e a pannelli interni. In questo modo si ha un facile accesso per le manutenzioni.

UTILI ACCESSORI PER GLI OPERATORI – Il Phoenix prevede un fondo facilmente estraibile che consente la raccolta di detriti e la loro pulizia. Basi di granito sono collocate davanti ai piattini e sule parti alte agli angoli dell’apparecchiatura consentendo il posizionamento temporaneo del materiale in platino ancora caldo.

SUPPORTO SINGOLO PER OGNI BRUCIATORE – Ogni bruciatore è montato su un proprio supporto, permettendo il preciso posizionamento sotto il crogiolo e il piattino.

Il SERVIZIO di QUALITA’

Siamo in grado di proporvi servizio di assistenza tecnica con personale altamente qualificato e contratti di manutenzione preventive e full risk.

SPECIFICHE

Le perlatrici Phoenix si dividono secondo la seguente identificazione: VFD, R, S, I, D e LOI.

Ogni serie prevede il raggiungimento di differenti performance in modo da soddisfare le necessità più disparate di laboratorio. Per ogni serie, sono disponibili diversi quantità di bruciatori che definiscono la capacità dello strumento.

OPZIONI PHOENIX

  • Iniezione di ossigeno

Questa opzione permette l’aggiunta automatica di ossigeno ad un tempo selezionato durante il processo di preparazione del campione. L’aggiunta di ossigeno direttamente nel crogiolo aiuta a mantenere tutti gli elementi al loro più alto stato di ossidazione, particolarmente per gli elementi che si riducono o vanno persi a temperature di fusione superiori a 1050°C, per es. Zolfo, Piombo, Cloro, Sodio, ecc.

  • metodo per ICP

Seguendo questo metodo, lo strumento procede normalmente attraverso I processi di prefusione, fusione e rotazione, ma alla fine del ciclo di rotazione l’apparecchiatura si ferma e resetta lo standby. A questo punto i crogioli possono essere rimossi utilizzando delle pinze. I crogioli e i loro contenuti solidificati sono posti in un beaker per la dissoluzione.

  • aggiunta di ioduro di ammonio

Le tavolette di ioduro di ammonio sono aggiunte come agente bagnante, miscelante o rilasciante quando si versa il campione fuso nel piattino. Per questo è stato sviluppato un sistema unico per l’iniezione preprogrammata di pastiglie di ioduro di ammonio all’interno dei crogioli durante il processo di fusione.

  • metodo Melt-loss (Perdita per fusione)

Per calcolare accuratamente il melt-loss ?, il Phoenix può essere pre-programmato in modo tale che ogni crogiolo e il suo contenuto venga pesato dopo la fusione e i risultati comparati con i pesi originali. Dopo che il melt-loss è stato accuratamente calcolato, il programma riscalderà i campioni solidificati fino al punto di fusione e poi colati all’interno dei piattini.

  • metodo LOI (Perdita al fuoco)

L’opzione LOI permette di poter caricare il campione all’interno del piattino dopo essere stato pesato. Il ciclo parte e si dirige verso i bruciatori, poi torna verso la posizione di raffreddamento. Una volta raffreddato il campione viene nuovamente pesato in modo da stabilire la differenza di peso.

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