L’analizzatore LAB-X5000 utilizza la tecnica a Fluorescenza di Raggi X in dispersione di energia (EDXRF).

E’ l’ultimo apparato nato nella famiglia Oxford Lab-X e andrà a sostituire l’ormai ultra decennale, storico, Lab-X3500.

Di quest’ultimo, il LAB-X5000 mantiene alcuni componenti hardware e ne migliora alcuni altri.

Il campione viene introdotto nello stesso modo, mantenendo la stessa giostra a tre posizioni e la possibilità di utilizzare una seconda pellicola di protezione da eventuali perdite di campione.

 

 

Il rivelatore è stato sostituito da un modello di ultima generazione, a stato solido, del tipo Silicon Drifted Detector (SDD) che migliora la rilevazione degli elementi a basso numero atomico e la definizione delle energie di elementi adiacenti, nonché la capacità di sopportare altissimi flussi di Raggi X senza arrivare a saturazione del segnale.

Grazie al nuovo rivelatore SDD e ad una scheda di compensazione termica, barometrica, non è più necessario l’uso del gas elio per rilevare pochi ppm di Zolfo.

 

Anche l’interfaccia utente è stata notevolmente migliorata sostituendo la tastiera con uno schermo tattile ad alta risoluzione.

Non è stato sostituito il tubo RX e il suo alimentatore Alta Tensione, mantenendo le caratteristiche di estrema stabilità e durata nel tempo.

 

E’ assodato che in tutta la produzione di apparati Lab-X, in oltre vent’anni di produzione, non sia mai stato sostituito un tubo RX, per guasto o usura!

La piccola stampante integrata consente al LAB-X5000 di rimanere indipendente da altri PC.

 

Le numerose porte di connessione permettono la sua interconnessione con sistemi Software di laboratorio.

Per facilitare al massimo tutte le operazioni di calibrazione del Lab-X5000 sono stati memorizzati alcuni programmi di calibrazione dedicati alle analisi richieste. Basta copiarli, rinominarli a piacere ed inserire gli standard per avere completata la calibrazione.

Un campione standard di Set Up (SUS) permette la ristandardizzazione veloce delle calibrazioni. Il SUS è stato studiato da Oxford in modo da ridurre al minimo le operazioni di set up dello strumento.

Da notare che lo strumento è esente dalle pratiche burocratiche per la radioprotezione.

 

Qui di seguito un video esplicativo

 

L’evoluzione della serie Lab-X dagli anni ’70 ad oggi…..